Una
serie di richieste che potreste avanzare alla vostra impresa
per fare un semplice passo verso non solo la sostenibilità
ma soprattutto verso la qualità.
muratura: invece
del blocco in laterizio porizzato con palline di polistirolo,
potete chiedere il blocco in laterizio porizzato con farina
di legno (per lo più scarti di falegnameria), optare
inoltre per una muratura di grosso spessore massiccia (grezzo
min. cm 38). Ricordate che ai fini del conteggio urbanistico
della cubatura la normativa vi consente di computarne solo 30
cm.
isolamenti: invece
di pannelli isolanti in polistirene, polistirolo, poliuretano,
ecc. potete chiedere dei pannelli in fibre di legno pressati.
sottofondi: invece
di sottofondi alleggeriti con polistirolo meglio in cemento
alveolare additivato, o piuttosto sottofondi a secco, in sughero,
perlite o fibra di legno.
impermeabilizzanti:
niente guaine bituminose, meglio guaine in tessuto non tessuto
magari se prodotte attraverso il riciclaggio di materie plastiche
o se il caso guaine cementizie.
copertura:
almeno 8 cm lo spessore dell’ isolamento.
Il tetto ventilato funziona e mantiene asciutto, quindi più
efficiente, l’isolamento.
Attenzione, i coppi devono essere appoggiati su un listello
delle dimensioni cm 3x3 (normativa UNI) e non vanno fissati
con la malta.
intonaci: le malte
devono essere del tipo tradizionale in calce, sia interne che
esterne. Non devono contenere cemento, esso ne ostacola la traspirabilità.
Attenzione che per comodità le imprese di intonaci affermano
spesso il contrario.
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